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RISPONDIAMO ALLE
VOSTRE LETTERE

CI SCRIVE UN CERTO ....; TIZIO, CHIEDENDOCI, COME MAI NON VEDE ALLE NOSTRE GARE IL TIZIO, CHE PER SEMPLICITA' CHIAMEREMO " BALUBA", caro TIZIO , vi sono giocatori (baluba) che giocano solo per vincere un salamino, la federazione vuole emarginarli, perchè sono persone negative ed anti sportivi.
In poche parole sono delle merde!!!

Sono persone (sich?) che si informano di tutti i tornei che ci sono, e dove non ci sono i bravi si iscrivono, non cercano la vittoria, la scalata delle classifiche, fare gare nazionali ed internazionali, rappresentare una federazione, di confrontarsi con i più bravi, sono dei veri antisportivi, anzi devo sottolineare che sono delle vere merde, perchè parlano male di tutti.
Sappiamo chi sono, e posso solo dire che hanno i giorni contati.

Merdacce, cambiate sport !!!!!!

CI SCRIVE CAIO...per sapere come mai ci sono così tanti tornei, sulla riviera Romagnola.

E' vero ogni sabato e domenica, abbiamo 4-5 tornei, in realtà alcuni, sono semplici tornei organizzati dal bagno, senza permesso della "Capitaneria di Porto", senza " assicurazione", in poche parole abusivi ed illegali, vi sono diversi reati penali es. "Occupazione abusiva di demanio pubblico", altri sono della federazione, hanno il marchio o il patrocinio della IFBT.
Per essere nelle classifiche nazionali, per fare uno sport, bisogna fare quelli della Federazione.

Gli altri tornei, non valgono niente, si vince il "mongolino d'oro", nella storia, sui giornali, in televisione, all'estero ci vanno solo gli atleti della federazione.
Ma se un atleta non capisce che uno sport deve essere disciplinato da una federazione, ricade nella categoria " BALUBA" !!! Scusate nella categoria "MERDE"

Ci scrive Renato, chiedendo di un certo .... Baluba che ha vinto un torneo interno di un circuito del cazzo,

si hai ragione era una gara della mutua, dove chi vinceva si poteva fregiare del "mongolino d'oro", gara per sfigati, persone (sich!) che se fanno le gare della federazione escono dopo il primo turno.
Complimenti al baluba che ha vinto il torneo per sfigati, caro baluba è meglio arrivare ultimi in un torneo ufficiale che primi, in un torneo non ufficiale, del cazzo!!!!

BIANCMARRAMOND02

QUESTO ARTICOLO, viene dedicato ad alcuni ex amici !!!

IL TRADIMENTO E LA SUA CICLICITA’ IN UNA UMANITA IMPERFETTA

Di traditori ne è piena zeppa la storia del nostro mondo. Scorrendo le pagine della presenza dell’uomo sul nostro pianeta, si nota che il tradimento è un elemento ricorrente, ciclico, presente a tutti i livelli sociali e ambientali: tradiscono i militari, tradiscono i ricchi come i poveri, tradiscono i politici così come piccoli impiegati.

Si tradisce per denaro, per bramosia di potere, per ottenere in cambio dei favori, per togliere qualcosa a qualcuno per poi appropriarsene.

Il tradimento, insomma, fa parte del nostro vissuto quotidiano, è parte integrante della nostra storia, storia non fatta sempre da personaggi integerrimi e probi, ma spesso, come ci si rende conto non senza un sottile velo di disprezzo, popolata da individui piccoli e di sottilissimo spessore morale, quasi trasparenti di fronte ai riflettori della dignità e della integrità.

Ma tant’è. E il valzer degli inganni prosegue incessante, quasi a dimostrare continuamente quello che si sa già, che l’uomo non è perfetto e che la sua moralità spesso si perde inesorabilmente nella chimera degli interessi personali.

Da Caino, primo grande immorale della storia – possiamo già considerare, il suo, come un tradimento alla buona fede del fratello Abele – la hit parade di chi inganna è ricca di personaggi di dubbia fama: la palma del traditore per antonomasia, va però assegnata a Giuda Iscariota, il cui bacio ridondante di abiezione è preso ad esempio, così come i trenta denari, hanno fissato e calmierato il prezzo di un vile tradimento.

“Sei un giuda” è una offesa che si può indirizzare a molti, disprezzabili personaggi, meritevoli a pieno titolo di questa poco lusinghiera definizione.

I discendenti, per via indiretta, sono infatti tanti, così come tanti sono gli emuli del discepolo di Cristo che si è macchiato di una colpa così infamante.

Ma se Giuda è passato alla storia – anche se in modo poco lusinghiero – la quotidianità è costellata da tanti piccoli giuda, grigi e meschini, attaccati a piccoli interessi e a una fettina infinitesimale di potere, personaggi che non conoscono bene (o non conoscono affatto) il significato dei termini “lealtà” e “correttezza”, forse a causa di una loro inesistente moralità.

E riflettendo sui traditori non si può evitare di pensare a Bruto, che in una congiura che si completò alle idi di marzo, diede una svolta alla storia, mettendo fine alla vita di Giulio Cesare.

Un tradimento, che si compì in modo esemplare e spettacolare: il traditore è un parente stretto del tradito, in una situazione legata al potere dove lealtà e accordo passano in secondo (in terzo?) piano.

Ma, a guardar bene, Giuda e Bruto sono gli unici due traditori il cui nome sia stato tramandato dalla storia. Probabilmente per fornire un esempio ai posteri sulla truculenza e sull’aspetto infamante del tradimento, per stigmatizzarne il fatto. Così sia.

Rimangono nell’ombra gli altri milioni di traditori che hanno, in qualche modo, deviato la storia, grande o piccola che sia, delle persone e dei Paesi.

Così come giustamente deve accadere all’identità di un traditore: rimanere nell’oblio, nella dimenticanza, in quanto il recare danno a una persona per il proprio interesse rappresenta una meschinità di bassa lega, una scelta di un uomo che non è un uomo, una macchia indelebile di vergogna.

Chi si ricorda da chi tradì i siracusani durante l’assedio di Alessandro?

E le truppe diMilziade a maratona?

Da chi fu tradito il bandito Jessie James?

E durante l’inquisizione spagnola, durante la caccia agli eretici del medioevo, quanti tradimenti si consumarono per ignoranza, per malignità, per piccoli interessi personali?

Chi tradisce e antepone le sue piccole e materiali bassezze economiche a idee più alte e illuminate come l’amicizia, la collaborazione professionale, la stima reciproca, avrà un piccolo marchio d’infamia tatuato sull’anima, che gli impedirà di guardarsi serenamente allo specchio, un segno della propria pochezza che gli ricorderà sempre, nonostante si finga spesso indifferenza di fronte alla propria vergogna, come si poteva essere più orgogliosi, più dignitosi, più leali.

E c’è da dire come un traditore, nonostante l’umanità non sia certo animata di raffinata lealtà, è sempre stato fagocitato da quel residuo di dignità che comunque permane nella maggioranza persone, isolandolo, relegandolo in un angolo oscuro, facendone perdere i contorni per sfocarlo nella memoria.

Una sorta di difesa contro le abiezioni, che sono continue, quasi quotidiane, compiute da persone piccole, che non meritano né di essere nominate né di essere ricordate.

Dott. Bellettini